mercoledì 27 giugno 2012


POLITICA E ALCOOL

E' noto che si raccomanda agli automobilisti di non superare ai pasti l'assunzione di più di un bicchiere di vino per evitare di provocare  incidenti stradali troppo spesso gravi e mortali mentre si è alla guida di un mezzo motorizzato.
Ma nel suo recente libro di memorie “A Journei”, l’ex primo ministro inglese Tony Blair scrive che,   per darsi coraggio ed uscire “dall’incubo” di dover decidere se  affiancare gli Stati Uniti nella guerra d'aggressione a Saddam Hussein contro il volere della maggioranza degli inglesi “la sera, prima di cena, bevevo un whisky o un gin tonic e, durante il pasto, più di un bicchiere di vino per rilassarmi”.    
Troppo, evidentemente, per tutti ed ancor più per un uomo politico sul quale pesano gravi responsabilità, prima fra tutte quella di collaborare per il mantenimento della pace nel mondo.
E’ dunque  colpa dell’alcool troppo abbondantemente ed imprudentemente assunto  se l’ex Primo Ministro inglese non si è accorto delle menzogne inventate da George Bush e dai suoi complici per giustificare  l’intervento militare che ha provocato una guerra con  danni incalcolabili di vite umane, la distruzione di enormi risorse economiche ed alimentato l’odio delle popolazioni mediorientali per il mondo occidentale?.     
Ancor più grave sarebbe il fatto che egli abbia difeso la sua decisione “per il timore che Saddam Hussein  potesse produrre armi di distruzione di massa” riconoscendo con ciò di essere caduto -  pur potendo disporre di un raffinato “Intelligence Service” in grado d’ informarlo su come effettivamente stessero le cose, o addirittura,  nonostante ciò  -  nel trabocchetto tesogli dal tradizionale alleato d’oltre mare che abusò clamorosamente della fiducia in lui riposta.
Quanto sopra sta a dimostrare, ove ce ne fosse bisogno, quale sia la pericolosità dell’abuso di alcool che può addirittura provocare danni in ambito internazionale, ben più gravi di quelli, già drammaticamente pesanti, delle stragi del sabato sera.
Vi è da rammaricarsi che nel 2003 Tony Blair non abbia avuto occasione di transitare, dopo cena,  per le strade italiane perché, in tal caso, la nostra Polizia Stradale avrebbe anche potuto metterlo  per un pò al fresco, per fargli smaltire la sbornia  ed impedirgli di combinare altri guai.
                                                                                           Giovanni Zannini   


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