giovedì 22 giugno 2017

LUTERO NELLA STORIA

attutto nel libro :”Sugli ebrei e le loro menzogne “.
Si tratta di un violento “pamphlet” nel quale si auspica l' allontanamento degli ebrei, accusati di ogni nefandezza, da tutta Europa, per farli rientrare nella loro terra d' origine.
Vi è chi dice che tale teoria sia stata fatta propria, secoli dopo, dal nazismo (ed è probabile che sia così): sta di fatto che esso ha adottato, consapevolmente o meno, il pensiero di Lutero sugli ebrei.
Altro aspetto negativo della personalità di Lutero è stato il suo pensiero sulla cosiddetta “Rivolta dei contadini” che insanguinò la Germania nel 1525.
Con la stessa veemenza con cui si scagliava contro gli ebrei, pur dopo aver criticato i padroni che li maltrattavano, egli condannò poi i contadini in rivolta capitanati da Thomas Muntzer (da lui definito “sanguinario e scellerato profeta”), con ciò giustificando ogni violenza contro di loro incitando “chiunque lo può...a colpire, scannare, massacrare in pubblico o in segreto” i rivoltosi.
Si afferma, a difesa di Lutero, che egli sia stato condizionato dal sentire dell'epoca: ma proprio ciò non giustifica la sua miopia nel non aver individuato altre negatività del suo tempo - quali l'antiebraismo e la violenza dei proprietari terrieri – e di non averle denunciate e combattute con la stessa foga con cui si era battuto contro la curia romana.
Quanto sopra per un'obbiettiva ricostruzione della personalità di questo importante personaggio a torto aspramente criticato nel passato dai cattolici , ma che, a causa dei gravi errori più sopra ricordati, non pare meritare tutto l' incondizionato elogio che gli viene oggi attribuito nel cinquecentesimo anniversario della sua riforma.

Padova 11-5-2017 Giovanni Zannini